Ambiti di intervento

Gli ambiti clinici specificamente affrontati dalla psicoterapia interattivo/cognitiva sono i seguenti:

  1. disturbi della relazione sessuale/affettiva e del sistema identità;
  2. problemi esistenziali connessi con la rappresentazione di sé, i generi narrativi autobiografici, le situazioni di ruolo e del ciclo di vita;
  3. disturbi cosiddetti “sintomatici” (per esempio, ansia, fobie, compulsioni, disforie/depressioni, disturbi alimentari, dipendenze, psicosi reattive, stati persecutori, stati dissociativi e forme egodistoniche);
  4. comportamenti devianti, condotte autolesioniste, problemi di adattamento sociale, interpersonale e relative implicazioni somatiche;promozione di stati di euritmia psicosomatica soggettiva e olistica.

Gli ambiti di intervento con i contesti (istituzionali, organizzativi, territoriali e formativi) affrontati dalla psicoterapia interattivo/cognitiva appaiono particolarmente rilevanti nel moderno mercato del lavoro, nel quale la promozione di cambiamenti richiesta allo psicoterapeuta non è indirizzata unicamente alla sfera della terapia privata individuale, di coppia, familiare o di gruppo, ma anche alle categorie conoscitive adottate dalla collettiva, all’assetto organizzativo delle istituzioni e dei servizi per la salute, alla sfera dei significati condivisi a livello socio-culturale che hanno assimilato il modello medico/diagnostico storicamente predominante.

Tali categorie conoscitive ed organizzative definiscono, innanzitutto, il modo con il quale socialmente e a livello dei servizi vengono definiti i problemi del disagio e delle devianze (e, per contro, del benessere e della ‘normalità’), il cui significato, in quanto ‘costrutti’, è conseguente dalle modalità di conoscenza utilizzate per definirli; come conseguenza, essi preordinano le strategie operative legittimate per produrre il cambiamento. Il modello interazionista persegue la promozione di ristrutturazioni epistemiche, a livello collettivo e organizzativo, finalizzate a facilitare la realizzazione di uno scarto paradigmatico che consenta di abbandonare le categorie conoscitive e le prassi d’intervento ricalcate dal modello medico/diagnostico, in favore di un più moderno ed efficace modello antropomorfico.

Tra i settori di applicazione finora affrontati possono essere citati: la psicologia clinica e della salute (ridefinita anche in una prospettiva olistica), la psicologia nelle istituzioni formative, l’assetto dei servizi e le metodologie operative nel lavoro sociale, scolastico, lavorativo giuridico, con gli adulti e con i minori.