1° obiettivo formativo

lo Specializzando deve far propri i presupposti del modello interazionista, che
può essere articolato su tre livelli complementari:

a) epistemologico, attraverso una prospettiva antropomorfica, di realismo concettuale e di costruttivismo radicale;

b) teorico, facendo riferimento agli assunti dell’interazionismo semiotico e dell’orientamento cognitivo socio-fenomenologico;

c) metodologico-operativo, attraverso metodiche costruttiviste, narrative, olistiche, strategiche e di terapia breve individuale e di gruppo.
L’intento propedeutico del progetto formativo è di mettere lo Specializzando nella condizione di saper desumere dai presupposti teorici e metodologici e operativi le tattiche e le strategie d’intervento più adatte, adeguandole alle diverse situazioni.

Per cui lo Specializzando deve essere in condizione di comprendere, replicare ed adattare gli schemi e i protocolli terapeutici, riuscendo a dedurli, in modo coerente, dalla matrice teorico-concettuale del modello di psicoterapia proposto dalla Scuola.

Per riuscire in questo passaggio lo Specializzando deve superare alcune difficoltà; oltre all’apprendimento convenzionale dovrà impegnarsi nella riorganizzazione linguistico – concettuale nel suo modo di percepire, definire e valutare i processi che come psicoterapeuta sarà chiamato a modificare.

In altre parole si chiede allo Specializzando, non solo di integrare i suoi modi di configurare l’Altro, modificando anche l’esperienza di sé e del mondo, ma anche di cambiare il ‘paradigma’ a cui può essersi formato (per esempio, determinista, patofilico, nosologico e normativo) e far propria la diversa prospettiva e logica-operativa del modello interazionista.

Lo Specializzando deve quindi acquisire una prospettiva e una competenza finalizzata a cambiare l’organizzazione di processi, ossia i modi soggettivi e interattivi di costruire e affrontare le realtà problematiche, piuttosto che formulare diagnosi, curare patologie o a correggere devianze.