In ricordo di Laura Franzetti

Cara Laura,
le parole che non avremmo mai voluto dire, né scrivere.
Studentessa, tirocinante, amica, collega, affidabile collaboratrice: sei stata per me un caleidoscopio di immagini, stimoli, suggestioni ed emozioni. Una testimonianza continua di affetto, di aiuto, di confronto, di gioia, di spensieratezza.

La tua assenza già si sente e si sentirà. In tutti noi, nei tuoi affetti familiari, nei tuoi colleghi più vicini e, non ultime, in tutte quelle persone (studenti e insegnanti) che professionalmente hai saputo intercettare, che grazie a te hanno ora uno sguardo diverso, uno sguardo nuovo. E soprattutto la tua assenza si sentirà in quelli che non hanno potuto “lasciarsi intercettare”.

Credo però che la tua presenza sia ancora maggiore, sia una presenza viva e lucida, come un giardino sempre fiorito, sempre profumato. Se ti penso, ti continuo a vedere indaffarata, piena di impegni, in qualche luogo ad aprire varchi, a vedere opportunità, a creare nuove possibilità, con l’ambizione che ti distingueva. Ti penso a rendere la vita di qualcuno meno complicata, ad ironizzare non appena si presentava l’occasione -e se non c’era l’occasione naturalmente decidevi di crearla-, a creare “situazioni da spritz”, anche se stavi lavorando seriamente.

Il modo in cui hai vissuto i saliscendi della malattia rimangono per tutti noi una costellazione preziosa, un esempio mirabile di gestione della salute (“in barba alla malattia del corpo”), segno lucido e applicato dei testi su cui ci ispiriamo quotidianamente. La malattia ha distrutto il tuo corpo ma non te e il tuo modo di fare. Avevi una parola risolutiva per tutti, non un momento in cui non tentavi di semplificare le preoccupazioni che l’altro si stava facendo parlandoti, vedendoti, eri prontissima fino all’ultimo a prenderti carico delle angosce di tutti noi. La tua esperienza e il tuo attaccamento a vivere in modo gioioso divengono ora per noi parametro con cui resettare certi problemi, certe questioni ed è per questo che la tua presenza non solo continuerà a sopravvivere, ma sarà fonte da cui trarre inesauribile spunto, traccia, direzione. Anche per interpretare i geroglifici della vita, come la malattia che ti è capitata.

Continua quindi ad illuminare le strade tortuose….

Antonio Iudici